Come preparare un file per la stampa: la checklist completa

Formato, abbondanze, margini, colore, risoluzione, font e PDF: la checklist per mandare in tipografia un file che non torna indietro.

Un file sbagliato è il motivo più comune per cui un lavoro di stampa arriva in ritardo o con sorprese: un bordo bianco dove non doveva esserci, un testo tagliato, un colore spento, una foto sgranata. La buona notizia è che quasi tutti questi problemi si evitano con una checklist da controllare prima dell’invio.

Qui trovi i punti da verificare, nell’ordine in cui conviene farlo. Valgono per volantini, brochure, biglietti da visita, manifesti e cataloghi; per i lavori su tessuto ci sono regole in più, che vedremo in una guida dedicata.

1. Formato finale e orientamento

Imposta il documento sulla misura finita, cioè quella del prodotto dopo il taglio (per esempio 148 × 210 mm per un A5). Non impaginare un A5 dentro un foglio A4: la tipografia lavora sulla misura reale e il resto lo aggiunge lei in fase di impostazione.

Per gli stampati con più pagine, come brochure e cataloghi, controlla anche il numero di pagine: con la rilegatura a punto metallico deve essere un multiplo di quattro.

2. Abbondanza, margini e crocini

L’abbondanza è la parte di grafica che esce oltre la linea di taglio: di solito 3 mm per lato. Serve perché il taglio ha sempre una piccola tolleranza; se uno sfondo o una foto arrivano esattamente al bordo, senza abbondanza rischi un filo bianco.

Il margine di sicurezza è l’opposto: una fascia interna, di almeno 3-5 mm, in cui non mettere testi, loghi o elementi importanti, perché potrebbero finire troppo vicini al taglio.

Schema di un foglio con abbondanza di 3 millimetri, linea di taglio, margine di sicurezza e crocini di taglio
L’abbondanza esce dal taglio, il margine di sicurezza resta all’interno: testi e loghi vanno dentro la linea tratteggiata.

I crocini di taglio indicano dove tagliare. Molti tipografi preferiscono aggiungerli loro: se non è richiesto, esporta il PDF con l’abbondanza ma senza crocini.

3. Colore: CMYK, profili e nero

Le macchine da stampa usano quattro inchiostri: ciano, magenta, giallo e nero (CMYK). Se il file è in RGB, la conversione avviene comunque, ma potresti non avere il controllo del risultato: i colori molto saturi, come verdi e blu accesi, escono più spenti. La differenza è spiegata nella guida su RGB e CMYK.

Chiedi alla tipografia quale profilo colore usa. I profili ICC, definiti dall’International Color Consortium, descrivono come una certa combinazione di carta e macchina riproduce il colore: impostare quello giusto evita sorprese.

Due accorgimenti sul nero:

  • per i testi piccoli usa il nero solo (100% K), così le lettere restano nitide anche con una minima imprecisione di registro;
  • per i grandi fondi neri si usa spesso un “nero ricco”, con una base degli altri colori, ma con valori concordati con la tipografia.

4. Risoluzione delle immagini

Le foto devono avere circa 300 ppi alla dimensione di stampa. Un’immagine presa da un sito web, di solito a 72-150 ppi e di pochi centinaia di pixel, va bene a schermo ma in stampa si sgrana. Per i manifesti grandi, che si guardano da lontano, si può scendere: chiedi indicazioni per il formato specifico.

Loghi, icone e testi devono essere vettoriali, non immagini: perché è importante lo spieghiamo nell’articolo sul logo vettoriale.

5. Font

I caratteri tipografici devono essere incorporati nel PDF. In alternativa, nei casi richiesti, si convertono in tracciati. Controlla anche che la licenza del font ne consenta l’uso commerciale e l’incorporamento.

6. Il PDF giusto: PDF/X

Il formato più sicuro per la stampa è un PDF/X, una famiglia di standard pensata proprio per lo scambio di file tra grafico e tipografia. Il PDF/X-4, definito dalla norma ISO 15930-7, conserva trasparenze e livelli ed è oggi il più diffuso; alcune tipografie chiedono ancora il PDF/X-1a. Quasi tutti i programmi di impaginazione lo propongono tra le opzioni di esportazione.

7. Carta e finiture

La stessa grafica rende in modo diverso su carta patinata o naturale. Se non l’hai ancora scelta, leggi la guida su come scegliere la carta: la grammatura influisce anche su pieghe e cordonature.

La checklist da stampare

  1. Documento alla misura finita, numero di pagine corretto.
  2. Abbondanza di 3 mm su tutti i lati con fondi e immagini al vivo.
  3. Testi e loghi dentro il margine di sicurezza.
  4. Colori in CMYK con il profilo indicato dalla tipografia; testi piccoli in nero 100% K.
  5. Immagini a circa 300 ppi alla dimensione reale; loghi vettoriali.
  6. Font incorporati, con licenza adatta.
  7. Esportazione in PDF/X-4 (o il formato richiesto), una pagina per facciata.
  8. Controllo finale a schermo al 100% e, per lavori importanti, una prova di stampa.

In breve

Prima di inviare un file, controlla misura, abbondanza, margini, colore, risoluzione, font e formato del PDF. Bastano dieci minuti e una checklist per evitare ristampe, ritardi e telefonate con la tipografia.